La cheratometria è un metodo diagnostico fondamentale nel campo dell’oftalmologia. Viene utilizzato per misurare la curvatura della superficie anteriore della cornea e fornisce dati essenziali per la diagnosi e il trattamento delle irregolarità corneali.
Questo esame è indispensabile per individuare condizioni come l’astigmatismo e il cheratocono, entrambe le quali possono influenzare significativamente la qualità della vista.

Che cos’è la cheratometria?
La cheratometria è la misurazione della curvatura della cornea. Questo processo è essenziale per la prescrizione accurata di lenti correttive, come lenti a contatto e occhiali, e per la pianificazione di interventi chirurgici, come la chirurgia refrattiva. La procedura è relativamente semplice e non invasiva ed è uno strumento di routine nell’esame oculistico.
La cheratometria si basa sul principio che la cornea, essendo la superficie anteriore trasparente dell’occhio, agisce come una lente convessa che riflette la luce. Le misurazioni cheratometriche aiutano a determinare la potenza refrattiva della cornea, essenziale per correggere errori refrattivi come la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo.
Come funziona il cheratometro
Il cheratometro, noto anche come oftalmometro, è lo strumento utilizzato per eseguire la cheratometria. Fu inventato nel XIX secolo da William Porterfield e successivamente perfezionato da Louis Émile Javal e Hjalmar Schiøtz.
Il cheratometro misura la curvatura della cornea osservando la riflessione di una serie di mire circolari posizionate sull’apparecchio.
Quando il paziente guarda attraverso il cheratometro, il dispositivo proietta un’immagine sulla cornea e misura come questa immagine viene riflessa. Il cheratometro calcola poi la curvatura della cornea in diottrie, che rappresentano la potenza refrattiva della cornea.
Questi dati sono fondamentali per determinare la prescrizione corretta delle lenti a contatto e degli occhiali.
Che cos’è l’oftalmometro di Javal?
L’oftalmometro di Javal ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della misurazione della curvatura corneale. L’oftalmometro fu sviluppato da Louis Émile Javal, un medico francese del XIX secolo, noto per i suoi contributi nel campo dell’oftalmologia. Il dispositivo di Javal fu una delle prime versioni del cheratometro moderno.
Javal migliorò il design del cheratometro originale di Porterfield, introducendo una maggiore precisione nella misurazione dell’astigmatismo corneale. Questo fu ottenuto attraverso l’utilizzo di anelli mires, che venivano proiettati sulla superficie della cornea per misurarne la rifrazione.
L’oftalmometro di Javal divenne uno strumento essenziale nella diagnostica oftalmica, influenzando lo sviluppo di strumenti moderni utilizzati ancora oggi.
Cheratometria: valori normali
I valori normali di cheratometria sono compresi tra 41 e 47 diottrie. Questo intervallo rappresenta la curvatura corneale tipica per la maggior parte delle persone. Valori al di fuori di questo intervallo possono indicare la presenza di irregolarità corneali o condizioni patologiche come il cheratocono.
Il cheratocono è una patologia caratterizzata dall’assottigliamento e dalla deformazione conica della cornea, che porta a visione sfocata e distorta. Altri sintomi di irregolarità corneali includono visione doppia, aloni intorno alle luci e difficoltà a vedere di notte.
Le misurazioni cheratometriche sono fondamentali per la diagnosi precoce del cheratocono e di altre condizioni corneali, consentendo un intervento tempestivo e un trattamento efficace.
Come si esegue l’oftalmometria
L’oftalmometria (o cheratometria), eseguita con un oftalmometro o cheratometro, è un procedimento rapido e non invasivo. Durante l’esame, il paziente viene invitato a sedersi di fronte allo strumento e a fissare un punto luce centrale. Questo permette al dispositivo di proiettare immagini sulla superficie corneale e di misurare come vengono riflettute.
L’oftalmometro calcola quindi la curvatura della cornea, fornendo risultati che vengono interpretati dall’oftalmologo per determinare la salute corneale e la presenza di eventuali irregolarità. I dati ottenuti possono essere utilizzati per adattare lenti a contatto o per pianificare interventi chirurgici correttivi, come la LASIK.
In sintesi, la cheratometria e l’oftalmometria sono strumenti essenziali nella pratica oftalmica moderna. Offrono informazioni vitali per la diagnosi e il trattamento delle irregolarità corneali, migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti da disturbi visivi.



